Tuesday, 4 August 2015

Le cascate di Kalandula: lo spettacolo della terra angolana

Partendo dal padiglione possiamo esplorare un po’ il favoloso paesaggio angolano.
Sapete quali sono le sette meraviglie dell’Angola? Forse, mentre eravate in coda per entrare, avete attraversato deserti, foreste, cascate, montagne rocciose dai sette binocoli panoramici.



Partiamo dalle cascate di Kalandula: uno scenario spettacolare che si apre a pochissimi kilometri da Kalandula, un centro della regione del Malanje.

Official video Quedas de Kalandula


Il fiume Lucala, affluente del principale fiume angolano Kwanza, forma queste cascate da togliere il fiato. Un miradouro a pochi kilomentri da Kalandula permette di ammirare il paesaggio.


410 metri di lunghezza  e 105 di altezza, la secondo cascata più grande dell’Africa dopo le cascate di Victoria tra Zambia e Zimbawe.
Una tappa obbligata per iniziare con meraviglia il nostro viaggio in Angola.













Monday, 3 August 2015

Giornata della Donna Africana: arte, musica, conferenze per il futuro del continente

Il 31 luglio il Padiglione Angola ha celebrato la Giornata della Donna Africana, la ricorrenza che ha visto le donne protagoniste di una storica conferenza in Tanzania nel 1962 durante la quale venne creata l’Organizzazione Panafricana delle Donne, il cui obiettivo è la difesa dei diritti delle donne in Africa e il dibattito sul loro ruolo nella società. Ogni anno la giornata della donne è un occasione di confronto sulle conquiste femminili e l’uguaglianza di genere in tutti i paesi africani.
Il padiglione, che ha messo al centro del suo messaggio proprio la donna come depositaria della tradizione e forza propulsiva del futuro, ha reso omaggio a questa ricorrenza con diverse giornate di eventi: conferenze, mostre, concerti, degustazioni.
Una giornata piena di colore che porta la forza, vitalità.

"Madri e donne d'Africa, uniamoci mano nella mano intorno all' Organizzazione Panafricana delle donne, il nostro unico organo di lotta. Alziamo alta la nostra bandiera, che tutto il mondo la veda. Assicuriamo alle nostre generazioni future, una nuova, libera e prospera Africa. Competenza e dignità dovranno essere da ora il nostro motto, perché abbiamo un dovere sacro, un dovere sacro come gli uomini."

 Inno dell’Organizzazione Panafricana delle Donne










Monday, 20 July 2015

Le creature meravigliose di Cristiano Mangovo Bràs: la luce che dà vita ai rifiuti di Luanda

A vederle sembrano quasi umane; eppure sono fatte di resti di plastica, ferro, ghisa. Uomini e donne con teste di manubri di moto che indicano la via da seguire. 

Cristiano Mangovo è un visionario del riciclo , un “romantico” del riuso. 

Le sue statue, realizzate a partire da materiali di scarto delle discariche di Luanda, sono creature meravigliose che sembrano parlarci da un universo dimenticato.




Un universo di forza e fragilità, in cui i materiali si fondono a formare un unicum, un equilibrio di elementi che ha bisogno di protezione e di cooperazione. Per questo le statue sono protette da una tela sottile, una difesa per continuare a vivere.



Posizionati nei quattro punti cardinali, i personaggi di Mangovo sembrano tutti sospesi in attesa di qualcosa.

Una donna incinta che aspetta di dare alla luce una nuova vita.

Un uomo che abbraccia il mondo , pronto a ricevere nuove culture e nuove conoscenze.

Un uomo che protesta, desideroso di ricevere giustizia.

Un uomo in attesa che , per definizione, sta aspettando che succeda qualcosa di nuovo e di diverso.


                                                                           

Friday, 10 July 2015

Arlete Marques: sensualità, donna e frutti della natura

Entrando al secondo piano della nostra sala esposizioni sarete invasi da un turbine di colori.
La mostra di Arlete Marques vi accoglierà con le tonalità accese dell’ Africa, una forte carica emotiva, il calore della natura e della donna.
La serie realizzata dall’artista per Expo reinterpreta il tema generale dell’esposizione “Nutrire il pianeta”.



I suoi quadri sono vitali ed energici e portano l’attenzione sugli straordinari frutti africani, la vegetazione rigogliosa, la sensualità femminile.
Una perfetta combinazione e compenetrazione di donna e natura.






Mucua, acqua, latte, miglio, dendem si confondono col corpo femminile spesso senza volto, proprio per lasciare spazio alla potenza visiva della natura.




“ Sono un’autodidatta, ho iniziato a disegnare a dipingere in modo del tutto naturale. La natura e il corpo femminile mi affascinano e sono portata a ritrarli spontaneamente. Sono per me tutto quello che rappresenta la vita.”

















Arlete è un’artista a tutto tondo. Dipinge su seta, ciascun vestito è un pezzo unico, realizzato con cura seguendo i motivi tipicamente africani. Partendo dai tessuti è arrivata a produrre accessori e collane.
 

Vive a Salvador de Bahia e ha vissuto tanti anni in Portogallo, l’Angola è parte di lei e della sua vita, il cuore del suo percorso artistico; al quale torna con questi quadri realizzati appositamente per il padiglione.







 


 “Mi sento una cittadina del mondo, la mia patria è il pianeta intero.”























-          Arlete, per concludere…ci diresti un sapore, un colore e un’immagine che ti riportano al tuo Paese?


-          Un sapore è quello del Sape Sape, un frutto buonissimo e quello del Calulu, il nostro piatto tradizionale a base di pesce e verdure.
         Un colore è l’arancione quello dell’energia
         Un’immagine quella dell’ Ilha do Mossulo, un’isola bellissima.







Tuesday, 30 June 2015

Armanda Alves: un viaggio nei colori della terra, del rosso e dell'oro.

La pittura di Armanda Alves ci trascina al centro dei paesaggi angolani con la nuova esposizione temporanea.
Il cuore pulsante delle terra, i colori, le linee, gli elementi cardine del territorio in un'astrazione carica di comunicatività. Tra sperimentazione di nuove tecniche e pittura a dita, senza l'uso di pennelli: la possibilità di toccare l'Africa con mano.
Armanda è angolana e vive in Portogallo, è un'autodidatta.  La mostra è un viaggio nei colori della terra, del rosso, dell'oro.


















 - Qual è il suo rapporto con l'Angola?
L'Angola è la mia terra, la mia origine, la mia casa anche se vivo da molti anni in Portogallo; è lì che ho cominciato a dipingere 32 anni fa. Anche se ho trovato il mio stile solo 4 anni fa.
Sono rimasta con questi colori: marrone, rosso e oro. Ho iniziato a sperimentare e ho trovato la mia via di espressione, un po' per gioco, senza pensare troppo.


- Nella sua pittura ricorrono tipici elementi dell' Africa...
Sì, i colori della terra, il Baobab, elementi del paesaggio. La mia pittura, però, non vuole essere una "pittura africana" ma una "pittura del mondo". La ruota della vita simboleggia chiaramente il mutare e la ciclicità dell'esistenza, i pesci sono un alimento che unisce tutte le classi sociali, la cosmogonia e l'incrocio tra mondo terreno e mondo mistico sono linguaggi universali di comunicazione.




  - Uno dei quadri è un omaggio all'Italia: "Itàlia recebendo Angola".
L'Italia è stata il primo paese a riconoscere l'indipendenza dell'Angola oltre che il paese che ospita Expo. È un abbraccio tra le nostre bandiere, i nostri colori, su uno sfondo in cui sotto l'oro si intravede il verde, l'enorme ricchezza africana.

- Lei dipinge molto con le mani e ha sperimentato varie tecniche. Ce n'è una che preferisce?
Dipingere con le dita mi piace molto, mi dà un'idea di fluidità. La mia la definirei una tecnica mista, uso sia i pennelli sia le dita e altri strumenti.


  - Ci elencherebbe un colore, un sapore e un'immagine che lei lega all'Angola?
Il colore sicuramente quello della terra.
L'odore è quello della pioggia, o meglio quello della terra dopo la pioggia.
Un'immagine è quella che vedo dal finestrino dell'aereo quando atterro nel mio Paese.

Facebook page: https://www.facebook.com/armanda.alves.pintora?fref=ts






Friday, 26 June 2015

Piccoli Musici Estensi e Orchestra Kapossoka: giovanissimi musicisti uniscono Italia e Angola in un progetto artistico, solidale e colorato


Sul palco dell’Angola sono arrivati, domenica 21 giugno, i Piccoli Musici Estensi di Varese, orchestra giovanile diretta dal violinista Carlo Taffuri, sostenuta dall’associazione ImmaginArte. Il maestro insegna alla scuola Suzuki, il cui principio è l’apprendimento musicale in età precoce.

http://www.associazioneimmaginarte.it/suzuki/index.php?option=com_content&view=article&id=43&Itemid=44

http://www.associazioneimmaginarte.it/suzuki/index.php?option=com_content&view=article&id=67%3Ainsegnanti&catid=4%3Aviolino&Itemid=26

Il maestro Taffuri è coinvolto nel progetto “Orchestra Kapossoka” di recupero ed educazione, attraverso la musica, di bambini in situazioni di difficoltà in zone rurali dell’Angola.






“Se dovesse scegliere un colore e un’immagine della sua esperienza in Angola quali sceglierebbe?”

“Sceglierei quelli della bandiera. Il rosso, la grande passione che li anima e il nero, i grandi problemi che si trovano ad affrontare. Sono rimasto colpito dall’energia e dalla voglia di reagire che hanno, e ci stanno riuscendo.
Un’immagine che mi è rimasta nel cuore è quella dei ragazzi che mi abbracciano quando vado via
.”

“ Se hai un bel suono, hai cuore.”
“Che la musica renda migliore l’uomo, porti la pace, la gioia di vivere.”
Shinichi Suzuki
Piccoli Musici Estensi


Orchestra Kapossoka
http://expoangola.com/celebracao-do-dia-de-africa-ao-vivo-no-pavilhao-de-angola-na-expo-milano-2015/

Per approfondire il progetto dell'orchestra Kapossoka:
http://expoangola.com/dev/wp-content/uploads/Presentazione-Orchestra-Kapsoka-2015.pdf

Monday, 22 June 2015

I sapori della tradizione angolana - Muamba de Galinha de Dendém


Oggi vi presentiamo un altro piatto della tradizione angolana: Muamba de galinha de Dendém.

Il muamba de galinha o di pollo è un classico della cucina angolana. Realizzato impiegando, oltre alla gallina, vari ingredienti che ne accentuano il gusto come cipolla, peperoncino, melanzana, okra e altro ancora, la muamba de galinha viene condita con il Dendém, la polpa del frutto della palma da cui si ricava l’olio e accompagnato dal Funje, la polenta di manioca.

Un piatto saporito e speziato che ci riporta, assaporandolo, nella terra e nei paesaggi e nei profumi dell’Angola.

Esiste un’altra versione, condita con la Ginguba, la crema di arachidi. Tutta da provare.
 

Ecco la ricetta e la preparazione del nostro chef Kitaba. Vi aspettiamo al nostro ristorante!
 

1 gallina (o 1 pollo) a pezzi
2 pomodori grandi
1 cipolla grande
2 bicchieri colmi di olio di palma
1 melanzana
Aglio tritato q.b.
0,5 kg di Okra
Peperoncino a gusto
Succo di limone
Olio di oliva o di semi q.b. (per il soffritto)
Sale q.b

 
      RICETTA  – MUAMBA DE GALINHA DE DENDÉM

-          Far soffriggere nell’olio la cipolla, il pomodoro e l’aglio

-          Soffriggere 10 minuti

-          Aggiungere al soffritto la gallina e i condimenti

-          Far cuocere 10-15 minuti

-          Aggiungere gli okra e la melanzana

-          Far cuocere finché il tutto non si addensa

 

 
       ACCOMPAGNAMENTO

-          Acqua fredda

-          Mettere sul fuoco una pentola con dell’acqua

-          Quando comincia l’ebollizione aggiungere una minima quantità d’acqua e cominciare subito a mescolare

-          Togliere la padella dal fuoco, continuare a mescolare e aggiungere altra farina

-          Formare un composto omogeneo